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Interrogazione parlamentare dell'On. Bonafede, chiesto il commissariamento Enasarco

Riportiamo l’atto parlamentare presentato il 20 giugno 2014 dall’On. Bonafede (M5S):

“Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

l’Enasarco (Ente di previdenza e assistenza degli agenti e rappresentanti di commercio) è già stato, in passato, al centro di attenzione a seguito dell’andamento negativo emerso dai risultati di gestione;

la trasmissione televisiva Report nella puntata del 2 giugno 2014 ripercorre le ultime vicende che hanno come protagonista tutto il management di Enasarco ed in particolare il Presidente, che ha pubblicamente dichiarato di non essere in grado di occuparsi di questioni finanziarie;

tra i punti critici emersi figura ancora una volta il problema della dismissione degli immobili mediante offerta in riscatto agli inquilini. A fronte degli obiettivi fissati nel cosiddetto «progetto Mercurio», deliberato a settembre 2008 e che avrebbe dovuto concludersi con la vendita dei circa 17mila appartamenti Enasarco entro il 2012, realizzando così una plusvalenza di 1,5 miliardi euro, ad oggi, secondo i bilanci consuntivi dell’ente, viene certificata una plusvalenza netta sensibilmente inferiore di 139 milioni nel 2012, cui si aggiungono i 143 nel 2011 ed i 36 nel 2010;

le dichiarazioni andate in onda e la ricostruzione dei fatti hanno portato alla luce quanto già denunciato dalle associazioni di categoria iscritte all'ente e in più interrogazioni parlamentari presentate in entrambi i rami del Parlamento da esponenti di tutti i gruppi, di maggioranza e di minoranza;

nel corso di una precedente puntata della trasmissione Report del 25 marzo 2012, lo stesso Presidente Enasarco affermava che «l’interesse prevalente che noi dobbiamo tutelare non sono gli inquilini, sono gli agenti. E quindi noi dobbiamo avere da un lato presente che è questo l’interesse che dobbiamo tutelare». Giova quindi ricordare che il regolamento Enasarco prevede per gli iscritti all'ente prima del 1° gennaio 2012 il diritto alla pensione per chi, nel 2014, raggiunga quota «87», cioè 65 anni di età e 22 di contributi. La mancata maturazione dei requisiti comporterà la perdita dei contributi da parte di tutti coloro che non sono titolari;

stando alla relazione della Corte dei conti del 2013 sulla gestione finanziaria di Enasarco, riferita al periodo 2010-2011, con un trend in continua crescita, sono 511.659 gli ex agenti di commercio i quali, pur avendo effettuato versamenti, anche per decine di migliaia di euro, all'Enasarco per un periodo superiore a cinque anni, non hanno maturato il diritto alla pensione;

alla luce dell’attuale difficile congiuntura economica, il problema dei cosiddetti «silenti» va ad aggiungersi a quello più noto degli esodati, creando un quadro ancora più fosco sul sistema di previdenza italiano, a cui urge dare una risposta chiara –:

quali iniziative i Ministri interrogati intendano assumere per verificare la corretta amministrazione del patrimonio immobiliare di Enasarco e vigilare sul management dell’ente, da anni manifestamente inadeguato ai compiti di diritto pubblico gravanti ex lege su una fondazione previdenziale;

se non ritengano che la scarsa trasparenza nella gestione del patrimonio immobiliare e nell'organizzazione amministrativa dell’ente si rifletta in maniera negativa sulla capacità di Enasarco di ottemperare alle funzioni attribuite per legge e se ritengano che  sussistano i presupposti per un commissariamento dell’ente ex articolo 2, comma 6, del decreto legislativo n. 509 del 1994. (4-05215)